Bruxelles ha detto a Londra che la Gran Bretagna dovrebbe aumentare i dazi sulle auto costruite in Cina e avvicinarsi alla politica commerciale dell'UE, secondo un articolo del Financial Times pubblicato il 25 settembre 2026. La richiesta è arrivata in risposta alle pressioni britanniche per ottenere parità di trattamento nell'ambito delle imminenti norme UE sul «made in Europe», e la risposta del blocco è stata netta: la soluzione più lineare è un'unione doganale.
Il divario che preoccupa Bruxelles
L'UE applica dazi antisovvenzione sulle auto elettriche costruite in Cina dal 2024. Si aggiungono al dazio d'importazione standard del 10% e sono stabiliti per ciascun esportatore, motivo per cui variano così ampiamente.
| Importatore | Dazio standard | Dazio antisovvenzione | Totale |
|---|---|---|---|
| UE — Tesla (Model 3 costruita a Shanghai) | 10% | 7,8% | 17,8% |
| UE — BYD | 10% | 17,0% | 27% |
| UE — SAIC/MG | 10% | 35,3% | 45,3% |
| Regno Unito — qualsiasi produttore | 10% | nessuno | 10% |
La Gran Bretagna non ha mai seguito questa linea. Applica l'aliquota fissa del 10% e nient'altro, e il segretario al Commercio e alle Imprese Jonathan Reynolds ha ribadito quella posizione il 18 settembre. Il risultato è una frontiera a due livelli sullo stesso continente, e un funzionario UE anonimo ha detto al FT ciò che Bruxelles teme ne derivi: «Un'unione doganale risolverebbe gran parte dei problemi del “made in Europe”, oltre alla questione delle differenze tariffarie, che alimenta il timore che i cinesi possano aggirare i nostri dazi passando dal Regno Unito.»
Il primo ministro Andy Burnham ha sostenuto che il Regno Unito dovrebbe essere trattato come un partner affidabile nell'ambito delle imminenti norme. La risposta di Bruxelles è che i partner affidabili applicano gli stessi dazi.
Perché un acquirente europeo di Tesla dovrebbe interessarsene
Tesla non è un osservatore esterno in questa vicenda. La Model 3 venduta in Europa è costruita a Shanghai e sconta il dazio antisovvenzione UE del 7,8% — l'aliquota più bassa ricevuta da qualsiasi esportatore, perché la Commissione ha ritenuto Tesla una beneficiaria minore del sostegno statale cinese rispetto ai marchi nazionali. Tesla ha impugnato tali dazi presso i tribunali dell'UE.
Una Model 3 costruita a Shanghai arriva quindi in Gran Bretagna a un costo inferiore rispetto all'UE, esclusivamente per effetto dei dazi. Se il Regno Unito si allineasse, quel vantaggio scomparirebbe.
Il secondo punto di pressione arriverà secondo il proprio calendario. Dal 1 gennaio 2027 entreranno in vigore le norme di origine per le batterie dell'Accordo sugli scambi e la cooperazione, e ACEA ha comunicato a Bruxelles che l'82% dei veicoli elettrici che l'UE prevede di spedire in Gran Bretagna non le soddisferà — circa 426.000 auto soggette a un dazio del 10%. Questa è la barriera del «made in Europe» contro cui il Regno Unito fa pressioni, ed è la leva che Bruxelles sta usando.
Che cos'è, e che cosa non è
Questa è una posizione diplomatica riportata dalla stampa, non una decisione. Il FT cita un funzionario UE anonimo; nessun ministro di nessuna delle due parti ha annunciato un cambiamento di politica, e la posizione pubblica del Regno Unito otto giorni fa era l'opposto di ciò che Bruxelles sta chiedendo.
Non è nemmeno una mossa isolata. La Commissione ha separatamente chiesto a Pechino di limitare le esportazioni di ibride verso l'UE al 15%, e i marchi cinesi hanno raggiunto una quota record dell'11,7% del mercato europeo in agosto. Il dato del Regno Unito è ancora più alto: i marchi cinesi hanno conquistato il 15% del mercato britannico nei primi otto mesi del 2026, in aumento dal 4% del 2023, senza alcun dazio antisovvenzione a ostacolarli.
Per gli acquirenti, la direzione di marcia conta più della diplomazia. Ogni scenario sul tavolo si conclude con auto cinesi più costose in Gran Bretagna, auto costruite nell'UE più costose in Gran Bretagna, oppure entrambe le cose.