Stellantis interrompe la produzione in quattro fabbriche francesi in ottobre. Il motivo principale riportato dalle agenzie è una carenza di batterie, ma questa spiegazione si applica soltanto a due di esse — e sono proprio quelle a cui vale la pena prestare attenzione.
Quali impianti si fermano, e perché
| Impianto | Date | Produce | Motivo dichiarato |
|---|---|---|---|
| Sochaux | 23-30 October | Peugeot 3008, Peugeot 5008 | Fornitura di batterie a lunga autonomia |
| Rennes | 22-30 October | Citroen C5 Aircross | Fornitura di batterie a lunga autonomia |
| Mulhouse | 15-30 October | Peugeot 308 | Domanda inferiore al piano |
| Poissy | 19-23 October | Modelli elettrici | Domanda inferiore al piano |
Stellantis è stata esplicita riguardo alla prima coppia. Il fermo di Sochaux, ha dichiarato l'azienda, "è legato alla disponibilità insufficiente di alcune batterie destinate alle versioni a lunga autonomia dei nostri veicoli elettrici." Mulhouse e Poissy hanno un problema diverso: troppo pochi ordini anziché troppe poche celle. Diverse agenzie hanno contato tre impianti anziché quattro, e la discrepanza deriva esattamente da questa distinzione.
Il collo di bottiglia è una joint venture
Le celle in questione provengono da Automotive Cells Company, il produttore di cui Stellantis è comproprietaria con Mercedes-Benz e TotalEnergies. ACC produce pacchi a lunga autonomia a base di nichel a Douvrin, nel nord della Francia, e non è riuscita a produrli abbastanza rapidamente. All'inizio del 2026 lo stabilimento forniva celle a lunga autonomia sufficienti per circa mille veicoli al mese.
Un portavoce di Stellantis l'ha detto chiaramente: "Purtroppo non stiamo ricevendo batterie sufficienti, sebbene ACC abbia compiuto progressi significativi nella produzione."
Questa è la forma scomoda della vicenda. ACC è stata creata per essere la risposta europea al predominio asiatico nelle celle — un fornitore nazionale per una casa automobilistica nazionale. La carenza non è un fallimento della domanda. È l'opposto: i clienti vogliono la versione costosa e la catena di fornitura europea non riesce a consegnarla.
Quanto costa al cliente
L'opzione a lunga autonomia è un pacco da 97 kWh al posto dello standard da 73 kWh e costa circa 5.000 euro in più. Gli acquirenti che lo pagano attendono circa otto mesi per la consegna, con i clienti delle flotte colpiti più duramente. Una casa automobilistica che non riesce a fornire la propria opzione più redditizia sta perdendo gli ordini che desidera maggiormente.
Cosa significa per gli acquirenti europei
Per un acquirente europeo che confronta diversi SUV elettrici, la conclusione pratica riguarda la tempistica: una 3008 o una C5 Aircross a lunga autonomia ordinata ora è un'auto del 2027.
Il punto strategico è più ampio. I rivali europei di Tesla sono sempre più limitati non dal design o dalla domanda, bensì dalle celle, e la joint venture di punta del continente è il vincolo. Tesla si assicura le proprie celle tramite la produzione interna e contratti di fornitura di lunga data, ed è per questo che la sua produzione europea non si ferma quando uno stabilimento nel nord della Francia resta indietro. Questo contrasto è il vero contenuto dell'annuncio e si affianca in modo scomodo alle joint venture europee per batterie annunciate da Volkswagen e Gotion la scorsa settimana, che puntano alla fascia più economica dello stesso problema.
Nulla di tutto questo è permanente. Una settimana di inattività in ottobre è un adeguamento della programmazione, non una crisi. Ma è la prima volta che una grande casa automobilistica europea ferma linee di veicoli elettrici specificamente perché la propria joint venture per le batterie non riesce a tenere il passo, e questo è un segnale di natura diversa rispetto a un mese di vendite lente.