L'International Council on Clean Transportation ha pubblicato il suo EV Transition Check 2026 il 7 settembre, e il dato di apertura riguarda i costi di gestione: nel 2025, in tutta l'EU, un'auto elettrica a batteria è costata il 33% in meno da mantenere rispetto a un'equivalente a benzina.
Il dato più utile è però il secondo. Se si esclude la ricarica domestica a basso costo e si ipotizza un automobilista che usa soltanto stazioni di ricarica pubbliche — nessun vialetto, nessuna wallbox, nessuna tariffa notturna — il vantaggio si riduce ma non scompare: il 28% in meno rispetto alla benzina. È la situazione di chi non può ricaricare a casa, ed è il numero che la maggior parte dei confronti sui costi mette silenziosamente da parte.
La crisi petrolifera ha spostato un solo lato della bilancia
Il 33% si riferisce ai dati del 2025, il che significa che è anteriore al febbraio 2026. Dopo la crisi petrolifera, l'ICCT registra un aumento dei costi di gestione dei motori a combustione compreso tra il 12% e il 36% a seconda del mercato e del carburante, mentre i costi dell'energia elettrica sono rimasti sostanzialmente invariati. Il divario del 2026 sarà più ampio del dato con cui si apre il rapporto — quanto più ampio dipende da dove si acquista l'elettricità.
Prezzo d'acquisto, non solo costi di gestione
| Indicatore | Variazione |
|---|---|
| Costo d'acquisto dei BEV, Germania, 2020-2025 (corretto per inflazione e dotazioni) | in calo del 18% |
| Prezzi dei veicoli a combustione, stesso periodo | in aumento del 2% |
| Costi globali delle celle delle batterie, 2020-2025 | in calo del 35% |
| Modelli BEV disponibili in Europa, 2020-2025 | circa 4 volte tanti |
La valutazione dell'ICCT è che entro il 2025 le auto elettriche avessero raggiunto la parità di prezzo con la benzina nei tre segmenti di mercato più grandi — è la prima volta che l'organizzazione lo afferma. Secondo i suoi numeri, le motorizzazioni completamente elettriche hanno detenuto una quota del 18% del mercato europeo nel 2025.
Quella quota del 2025 è un limite inferiore, non una fotografia dell'oggi. Il monitoraggio delle immatricolazioni 2026 condotto da TeslAnt indica una quota BEV europea al 25.6% a giugno e la Germania al 29.3% a luglio. Il rapporto misura un anno concluso, non quello in corso.
I camion sono la metà più lenta
Il rapporto copre anche il trasporto merci, dove il quadro è meno definito. I camion elettrici per il lungo raggio risultano avere emissioni sul ciclo di vita inferiori dell'86% rispetto al diesel e, in Germania, nelle percorrenze di lungo raggio costano già l'11% in meno del diesel — ma quel vantaggio si regge sulle esenzioni dai pedaggi più che sui veicoli in sé. L'ICCT prevede una vera parità di costo su scala EU tra camion elettrici e diesel intorno al 2030. Per le autovetture, colloca le emissioni sul ciclo di vita al 73% in meno rispetto alla benzina.
Cosa significa per un acquirente europeo
Il rapporto non cita alcun costruttore né alcun modello. È una valutazione dell'intero mercato costruita su medie di segmento, quindi non dirà a un potenziale acquirente quanto costa mantenere un'auto specifica, e nulla al suo interno riguarda la posizione di Tesla in particolare — per questo, i dati di immatricolazione mercato per mercato sono la fonte migliore.
Quello che stabilisce, invece, è la forma della domanda. L'obiezione all'acquisto di un'elettrica in Europa non riguarda più i costi di gestione, ora inferiori di un terzo e sempre più bassi rispetto alla benzina, né il prezzo d'acquisto nei segmenti di massa, dove secondo l'ICCT la parità è arrivata. Resta l'accesso alla ricarica — ed è esattamente per questo che il dato del 28% sulla ricarica pubblica è quello da ricordare.