Il Plug&Charge — quel meccanismo per cui si infila il connettore nell'auto e ci si allontana, senza app, senza tessera RFID e senza schermi da toccare — è stato finora una prerogativa della ricarica rapida in corrente continua. Chargecloud e Hubject hanno annunciato alla conferenza icnc26 di Berlino che lo stanno portando sui punti di ricarica in corrente alternata.
Che cosa stanno facendo le due aziende
Chargecloud, fornitore di software per la gestione delle colonnine con sede a Colonia, sta integrando l'infrastruttura a chiave pubblica di Hubject nel proprio sistema operativo. Una volta completata l'operazione, un punto di ricarica AC che gira sul software di chargecloud può portare a termine lo scambio di certificati su cui si basa il Plug&Charge, e gli operatori che usano la piattaforma ne ereditano la funzionalità — nelle parole del Chief Operating and Revenue Officer Oliver Adrian, "senza alcuno sforzo di integrazione aggiuntivo".
L'amministratore delegato di Hubject, Christian Hahn, ha spiegato la logica senza giri di parole: estendere il Plug&Charge alla rete AC di chargecloud "porta quell'esperienza senza attriti là dove le persone ricaricano davvero più spesso".
È questo il senso dell'annuncio. Le stazioni di ricarica rapida DC sono il territorio storico del Plug&Charge, e non sono il luogo in cui la maggior parte dell'elettricità entra nella maggior parte delle auto. I parcheggi aziendali, i pali su strada, le colonnine di hotel e destinazione e i posti auto dei condomini sono in larghissima parte in corrente alternata, e sono anche i posti in cui l'autenticazione ad hoc risulta più fastidiosa: la tariffa è spesso la più conveniente che si possa incontrare, e la procedura di pagamento la più goffa.
Servono tre elementi allineati, e l'Europa ha sistemato il primo
Il Plug&Charge non è un interruttore che un operatore aziona. Tutti e tre questi requisiti sono necessari:
| Requisito | Dettaglio |
|---|---|
| Punto di ricarica | Deve essere compatibile ISO 15118-2 |
| Veicolo | Deve essere adeguatamente equipaggiato per lo scambio di certificati |
| Contratto | Un certificato di contratto valido, emesso da un operatore di mobilità abilitato al Plug&Charge e installato nell'auto |
Il primo è sempre più scontato in Europa. In base al regolamento delegato che integra l'AFIR, la norma EN ISO 15118-2:2016 è obbligatoria sui nuovi punti di ricarica accessibili al pubblico dall'8 gennaio 2026, con la ISO 15118-20:2022 che seguirà per i punti in Modo 3 nuovi e rinnovati — pubblici e privati — dal 1° gennaio 2027. TeslAnt ha trattato quel calendario, e la lacuna che lascia aperta, nell'analisi dell'Amendment 1 alla ISO 15118-20.
La seconda e la terza riga sono il punto in cui la comodità si vince o si perde davvero, e dipendono dal costruttore dell'auto e dall'operatore di mobilità, non dalla colonnina.
Che cosa significa per un proprietario Tesla in Europa
Vale la pena distinguere il Plug&Charge standardizzato da ciò che i proprietari Tesla già sperimentano.
Tesla dispone dell'autenticazione automatica all'inserimento del connettore dal 2012, ma ai Supercharger si tratta di uno schema proprietario dell'azienda, legato all'auto e all'account Tesla del proprietario e non a un certificato di contratto ISO 15118 emesso da un operatore di mobilità. I due producono lo stesso effetto — si collega e ci si allontana — ma solo quello standardizzato viaggia verso l'hardware di terze parti.
La domanda pratica, per un proprietario Tesla davanti a una colonnina AC di terze parti, è dunque se l'auto contenga un certificato di contratto, non se la colonnina supporti lo standard. Tesla non documenta il supporto ai certificati di contratto ISO 15118 per le reti di terze parti: chiedete quindi al vostro operatore di mobilità se è in grado di emettere un certificato che la vostra auto accetterà, prima di dare per scontato che la funzione vi segua fuori dalla rete Supercharger.
In sintesi
Il lato infrastrutturale del Plug&Charge si sta completando, e la corrente alternata era il buco più evidente: il segmento che regge la maggior parte delle sessioni di ricarica aveva l'autenticazione meno fluida. L'AFIR sta spingendo i punti di ricarica verso lo standard secondo un calendario fissato. Il veicolo e il contratto restano le parti su cui conviene ancora verificare, prima di farci affidamento.