Il Ministero della Cultura italiano mette 14 milioni di euro sulla ricarica dei veicoli elettrici nei siti culturali — musei, biblioteche e monumenti — di sette regioni del Sud del Paese, con la ricarica rapida prevista esplicitamente per i pullman turistici che vi portano i visitatori.
Le risorse arrivano dal Piano della Cultura del ministero e puntano su luoghi che condividono una caratteristica utile per la ricarica: attirano molti visitatori, e quei visitatori si fermano abbastanza a lungo perché un'auto possa recuperare una quantità di energia significativa.
Il punto sono i pullman
La parte del piano che va oltre la normale ricarica a destinazione è quella dedicata ai veicoli pesanti. Il finanziamento copre infrastrutture di tipo CCS (Combined Charging System) o MCS (Megawatt Charging System) per la ricarica rapida durante le soste, esplicitamente per alimentare navette e bus turistici.
I pullman che servono i siti culturali sono vicini al ciclo di utilizzo ideale per l'elettrico: percorrono itinerari prevedibili di qualche centinaio di chilometri, tornano sempre negli stessi punti e restano fermi per ore mentre i passeggeri visitano il sito. Quello che mancava era un posto dove collegarsi all'arrivo.
Reti deboli con V2G e fotovoltaico
I siti culturali del Sud si trovano spesso dove l'allacciamento alla rete è limitato — la Valle dei Templi è esattamente il tipo di luogo a cui il programma pensa. Invece di considerarlo un elemento che esclude, il piano finanzia stazioni di ricarica intelligenti basate sulla tecnologia vehicle-to-grid, con pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo integrati.
È una scelta significativa. Vuol dire che un sito che non potrebbe reggere una colonnina rapida con il solo allacciamento alla rete può comunque averla, tamponata da generazione locale e batterie, con i veicoli stessi in grado di restituire energia. La capacità di rete è il vincolo stringente della diffusione della ricarica in Europa molto più spesso di quanto lo siano i soldi, e questo è un programma che progetta aggirandolo invece di aspettare il potenziamento.
Le spese ammissibili vanno oltre l'hardware: l'acquisto delle colonnine, i lavori di realizzazione, l'allacciamento alla rete elettrica e gli interventi per integrare visivamente gli impianti in luoghi dove l'aspetto non è una questione secondaria.
Chi ci guadagna oltre ai turisti
L'impostazione del ministero comprende residenti e personale dei siti, non solo i visitatori. Un punto di ricarica davanti a un museo di un centro del Sud è infrastruttura pubblica in un posto che potrebbe averne pochissima, e resta lì quando i pullman ripartono.
Questo conta per la geografia. In Italia gli investimenti nella ricarica si sono concentrati dove la densità di auto elettriche è già alta, cioè al Nord. Puntare un programma su sette regioni meridionali scelte in parte proprio per la loro bassa copertura attuale ribalta la logica abituale: mette le colonnine dove le auto ancora non ci sono, nella convinzione che i visitatori arriveranno a bordo di quelle auto.
Le date
I soggetti interessati hanno tempo fino al 31 ottobre 2026 per preparare le domande, mentre l'avviso si chiude il 23 dicembre 2026.
Per gli automobilisti europei che stanno programmando viaggi nel Sud Italia l'orizzonte utile è più lontano: sono colonnine che entreranno in funzione dopo la chiusura dell'avviso, non in questa stagione. Per ora il segnale è di direzione — la mappa italiana della ricarica ha un vuoto reale sotto Roma, e questi sono soldi pubblici puntati esattamente lì.