Tesla ha pubblicato il proprio consenso sulle consegne compilato dall'azienda per il secondo trimestre del 2026, e il dato di punta è all'insegna della prudenza: Wall Street si attende ora che la società consegni 406.024 veicoli nei tre mesi fino al 30 giugno. La cifra, ricavata da 22 analisti, segnerebbe una modesta ripresa dopo due anni consecutivi di vendite in calo.
Che cosa dice il consenso
Il consenso raccoglie le stime di 22 banche e società di ricerca, tra cui Morgan Stanley, Goldman Sachs, JPMorgan, Wedbush, Barclays e UBS. Tesla compila e diffonde la cifra autonomamente prima di ogni trimestre, in parte per ancorare le aspettative prima che il rapporto ufficiale sulle consegne arrivi all'inizio di luglio.
| Segmento | Consegne attese nel secondo trimestre 2026 |
|---|---|
| Model 3 / Model Y | 392,625 |
| Other models (S, X, Cybertruck) | 12,978 |
| Totale | 406,024 |
Con 406.024 veicoli, il consenso implica una crescita del 5,7 per cento rispetto alle 384.122 auto consegnate da Tesla nel secondo trimestre 2025. NotATeslaApp osserva che la cifra indica anche una crescita di circa il 12 per cento da un trimestre all'altro, accanto a un balzo ben più ripido del 36 per cento nelle installazioni di accumulo di energia — un promemoria del fatto che il business energetico di Tesla cresce ormai molto più rapidamente delle sue consegne di auto.
Alcune banche sono più ottimiste
Non tutti gli analisti si allineano al consenso. L'analista di Goldman Sachs Mark Delaney ha comunicato ai clienti che la banca aveva alzato la propria stima per il secondo trimestre a 420.000 unità, dalle precedenti 405.000, citando dati di vendita regionali che indicano come Tesla stia sovraperformando il consenso di circa 400.000 unità monitorato da Visible Alpha. In altre parole, la cifra compilata dall'azienda potrebbe rivelarsi prudente se lo slancio recente dovesse reggere.
Perché conta per l'Europa
Per i proprietari europei e i potenziali acquirenti, il dato sulle consegne è più di un argomento di conversazione di Wall Street. Buona parte della ripresa prevista poggia sull'Europa, dove le immatricolazioni di Tesla salgono da diversi mesi dopo un difficile 2025. La Model Y rinnovata, gli incentivi regionali all'acquisto e prezzi dei carburanti ostinatamente elevati hanno contribuito tutti a riportare indietro gli acquirenti, e la Gigafactory Berlino sta aumentando la produzione per tenere il passo.
Un trimestre più solido rafforzerebbe la tesi che la flessione europea di Tesla abbia toccato il fondo. Un risultato deludente, al contrario, solleverebbe nuovi interrogativi sul fatto che il rimbalzo sia duraturo o soltanto stagionale.
Le riserve
I numeri del consenso sono stime, non risultati. La cifra effettiva di Tesla per il secondo trimestre — l'unica che conta — è attesa nei primi giorni di luglio, e l'azienda nei trimestri passati ha sia superato sia mancato il proprio consenso compilato. I totali delle consegne possono inoltre oscillare a causa della logistica di fine trimestre, con le auto in transito che scivolano da un trimestre a quello successivo.
Per ora il messaggio è di prudente ottimismo: gli analisti si attendono crescita, alcuni ne attendono un po' di più, e il tabellone ufficiale è ormai a pochi giorni di distanza.