Il governo britannico si appresta a edulcorare l'obiettivo centrale del suo mandato sui veicoli a zero emissioni (ZEV), secondo diverse fonti. La quota di auto completamente elettriche che i costruttori devono vendere entro il 2030 scenderebbe dall'80% al 50%, attribuendo alle ibride un ruolo più ampio nella transizione. Fondamentale: la politica principale resta invariata — la vendita di nuove auto a sola benzina e diesel sarà comunque vietata a partire dal 2030.
Cosa cambia
Il mandato ZEV fissa una quota annuale crescente per la proporzione delle vendite nuove di ciascun costruttore che deve essere a zero emissioni, con sanzioni per chi non la rispetta. La riforma di cui si parla mantiene l'inasprimento annuale, ma ne abbassa il punto di arrivo, alleggerendo il tratto più ripido della salita verso la fine del decennio.
| Anno | Quota richiesta di veicoli completamente elettrici |
|---|---|
| 2025 | 28% |
| 2026 | 33% |
| 2030 (attuale) | 80% |
| 2030 (proposto) | 50% |
La cifra del 33% per il 2026 rappresenta di per sé un salto significativo rispetto al requisito del 2025, ed è la pressione a breve termine di cui i costruttori si sono lamentati di più. Un annuncio formale con i dettagli delle modifiche è atteso nelle prossime settimane.
Perché il governo fa marcia indietro
La Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT) ha sostenuto che le condizioni economiche per garantire la crescita dei veicoli elettrici nel 2026 sono di gran lunga più difficili di quanto chiunque avesse previsto quando il mandato fu concepito circa cinque anni fa. La domanda non è cresciuta così rapidamente come la quota presupponeva, esponendo i costruttori a sanzioni o costringendoli a forti sconti per smaltire abbastanza scorte elettriche. Ampliare il ruolo delle ibride offre al settore un percorso di conformità a minor rischio, mentre la rete di ricarica e i prezzi recuperano terreno.
Cosa significa per i proprietari europei e per Tesla
Tesla è uno dei pochi grandi costruttori a vendere esclusivamente veicoli elettrici, quindi un mandato più morbido ha un duplice effetto. Da un lato, Tesla non ha mai avuto bisogno della quota per vendere EV; dall'altro, il mandato ha di fatto costretto i marchi rivali a spingere auto elettriche che altrimenti avrebbero forse rimandato — e ad acquistare crediti di conformità dai produttori esclusivamente elettrici. Un obiettivo più basso per il 2030 riduce questo vento a favore integrato.
Per gli acquirenti, l'effetto pratico a breve termine è modesto. Il divieto di nuove auto a benzina e diesel dal 2030 resta il punto fermo all'orizzonte, quindi la direzione di marcia a lungo termine è invariata. Ciò che cambia è l'intensità degli sconti dei costruttori da qui al 2030: se i costruttori affrontano una quota più mite, le offerte aggressive sugli EV spinte in parte dalla pressione di conformità potrebbero attenuarsi. La posizione del Regno Unito conta anche come segnale — è il più grande mercato automobilistico d'Europa a fare pubblicamente un passo indietro su un obiettivo intermedio per gli EV, e altri governi che stanno valutando i propri mandati osserveranno con attenzione.
In conclusione
Finché non arriva l'annuncio formale, la cifra dall'80% al 50% è un piano riferito più che una legge. Ma la direzione è chiara: il Regno Unito intende mantenere la sua destinazione per il 2030 pur spianando la strada per arrivarci.