Tesla ha smantellato la linea di montaggio di Fremont che ha costruito la Model S e la Model X per quasi due decenni e la sta convertendo in quella che l'azienda definisce la prima linea di produzione su larga scala al mondo per il suo robot umanoide Optimus. Le ultime Model S e Model X sono uscite da quella linea all'inizio di maggio, chiudendo uno dei capitoli più longevi nella storia di Tesla.
La fine di un'era lunga due decenni
La Model S ha fatto conoscere Tesla, e la linea di Fremont l'aveva costruita — e in seguito anche la Model X — sin dal lancio della berlina. Porre fine alla produzione delle ammiraglie in quello stabilimento è una dichiarazione di priorità sorprendente: Tesla scommette che siano i robot umanoidi, e non le sue auto più vecchie, il miglior impiego dello spazio della fabbrica.
Smantellata in 46 giorni
Tesla ha smontato la linea di montaggio originale della Model S/X in soli 46 giorni, un ritmo che sottolinea quanto seriamente l'azienda stia affrontando l'avvio della produzione di Optimus. Lo spazio liberato viene ricostruito attorno a un processo produttivo del tutto nuovo, anziché a una linea automobilistica modificata.
Progettata per un milione di robot l'anno
Tesla sta progettando lo stabilimento di Fremont per una capacità di prima generazione fino a un milione di unità di Optimus l'anno, una volta avviata la produzione di massa. Ha inoltre delineato una linea di seconda generazione alla Gigafactory Texas con l'ambizione di dieci milioni di unità l'anno — cifre che superano di gran lunga la produzione di veicoli dell'azienda e segnalano quanto Optimus sia diventato centrale nella narrazione a lungo termine di Tesla.
Un avvio lento e complesso
La fase iniziale sarà tutt'altro che rapida. Optimus ha circa 10.000 componenti unici, e Tesla ha dichiarato che la produzione iniziale sarà «piuttosto lenta» mentre l'azienda affronta un processo produttivo sconosciuto su una linea completamente nuova. L'azienda ha inoltre rinviato ripetutamente la presentazione del suo design Optimus V3 di nuova generazione, un promemoria del fatto che qui le tempistiche dell'hardware restano fluide.
Cosa significa per gli acquirenti europei
Per i clienti, la conclusione pratica è che la Model S e la Model X vengono ritirate come prodotti attivi. Entrambe le ammiraglie sono state a lungo modelli di nicchia in Europa, importati da Fremont anziché costruiti alla Gigafactory Berlin, per cui la fine di quella linea limita di fatto quante ne arriveranno ancora sulle strade europee. Gli acquirenti interessati a una delle due auto dovrebbero considerare le scorte rimanenti come limitate, verificare con attenzione la disponibilità e aspettarsi che l'attenzione di Tesla — e la sua focalizzazione su software e assistenza — si concentri sulle Model 3 e Model Y, più diffuse. La mossa rafforza la traiettoria dei modelli più vecchi di Tesla, da best seller di massa a veicoli storici, mentre l'azienda riorienta Fremont attorno alla robotica.
Un cambiamento in ciò che Tesla costruisce
Facendo un passo indietro, lo smantellamento riguarda meno una singola auto e più ciò che Tesla ritiene ora che le sue fabbriche debbano produrre. Dedicare spazio di prim'ordine a Fremont ai robot umanoidi, anziché rinnovare due ammiraglie ormai datate, è un segnale concreto che Optimus è passato da progetto secondario a priorità strategica. Per gli osservatori europei è un promemoria del fatto che Tesla si presenta sempre più come un'azienda di intelligenza artificiale e robotica che costruisce anche automobili — un'immagine che determinerà in quali prodotti l'azienda investirà e quali lascerà ritirare in silenzio.