Le vendite globali di veicoli elettrici hanno toccato 1,6 milioni di unità ad aprile 2026, portando le vendite da inizio anno a 5,6 milioni, secondo i dati freschi di Benchmark Mineral Intelligence riportati da Electrek. L'Europa è stata la regione di punta, con vendite in crescita del 27% su base annua a poco più di 400.000 unità nel mese — rendendola il singolo maggiore motore della crescita globale degli EV per il secondo mese consecutivo (Electrek, Benchmark Source).

Come si sono confrontate le regioni

La crescita dell'Europa contrasta nettamente con il ritmo in raffreddamento di Cina e Nord America, entrambe con risultati mese su mese più lenti. L'Europa è ora responsabile di una quota costantemente più ampia della domanda globale di EV, dopo diversi anni in cui ha dominato la crescita cinese.

Regione Vendite EV aprile 2026 Variazione su base annua
Europa ~400.000+ +27%
Cina Crescita più lenta In rallentamento
Nord America Crescita più lenta In rallentamento
Resto del mondo Stabile Misto
Totale globale 1.600.000 In aumento

Per il 2026 finora, i 5,6 milioni di unità cumulate pongono il mercato globale in traiettoria per superare comodamente i 20,7 milioni dell'anno scorso — il totale annuale 2025 di Benchmark — a condizione che la seconda metà dell'anno mantenga il ritmo impostato in primavera.

L'export cinese è l'altra metà della storia

Il lato delle esportazioni è ormai importante quanto quello delle vendite interne. La Cina ha esportato più di 400.000 EV solo ad aprile e quasi 1,4 milioni nei primi quattro mesi del 2026 — più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2025. Quell'ondata di esportazioni si vede in modo più evidente in Europa, dove gli EV costruiti in Cina hanno rappresentato il 19% delle vendite di EV nel 2025 e sono già saliti al 22% finora nel 2026.

Metrica 2025 (anno intero) 2026 YTD (gen.–apr.)
Esportazioni cinesi di EV ~1,3 mln cumulate fino ad aprile ~1,4 mln
Quota di EV costruiti in Cina sulle vendite UE 19% 22%
Traiettoria della quota di importazioni UE In aumento

I dazi compensativi della Commissione europea sugli EV costruiti in Cina, in vigore dalla fine del 2024, hanno rallentato ma non fermato la tendenza. Diversi produttori cinesi hanno risposto avviando assemblaggio europeo (BYD in Ungheria, Leapmotor tramite Stellantis in Polonia), aggirando completamente i dazi.

Cosa significa questo per Tesla in Europa

Tesla non è un marchio costruito in Cina in Europa — i Model Y costruiti a Berlino servono il continente — ma il quadro competitivo in evoluzione conta in tre modi concreti. Primo, la quota cinese del 22% delle vendite EV nell'UE mette maggiore pressione sui prezzi degli allestimenti di massa di Tesla, in particolare la Model Y RWD e l'imminente Model 3 rinnovata. Secondo, la più ampia crescita europea degli EV del 27% solleva il mercato indirizzabile, dando a Tesla spazio per crescere in termini assoluti anche mentre la sua quota di mercato è sotto pressione. Terzo, questa stessa tendenza è esattamente il motivo per cui Tesla ha annunciato a maggio 2026 un aumento di produzione del 20% a Giga Berlin — una maggiore offerta europea è l'unica risposta credibile ai rivali cinesi più rapidi.

Cosa monitorare poi

I dati di immatricolazione di maggio dei principali mercati europei — Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi e Paesi nordici — determineranno se il ritmo del +27% si è mantenuto fino a fine primavera. I numeri europei di consegne di Tesla per il secondo trimestre 2026, attesi a inizio luglio, saranno la lettura più nitida di come l'azienda abbia gestito l'ondata di esportazioni cinesi nella prima metà dell'anno.