Le regole UE più severe sulle emissioni CO2 di flotta per il 2025 hanno creato un flusso di ricavi inatteso per Tesla: i costruttori automobilistici tradizionali pagano per mettere in comune le proprie emissioni con un’azienda che produce esclusivamente veicoli a zero emissioni.
Come funziona il pooling
Dal 2025, l’UE richiede ai costruttori di raggiungere una media di emissioni di flotta di 93,6 grammi di CO2 per chilometro — in netto calo rispetto ai 106,6 g/km del 2023. I costruttori che superano il loro obiettivo rischiano sanzioni di 95 euro per grammo per veicolo venduto.
La normativa consente ai costruttori di formare pool — combinare le medie di flotta. Tesla, che vende esclusivamente veicoli elettrici a batteria, ha zero emissioni di flotta e genera crediti in eccesso.
Il super pool Tesla
| Pool | Leader | Membri | Quota di mercato |
|---|---|---|---|
| Tesla Super Pool | Tesla | Stellantis, Toyota, Ford, Subaru, Leapmotor, Mazda | ~33% |
| Mercedes Pool | Mercedes-Benz | Polestar, Volvo Cars, Smart | ~10% |
L’AD di Renault, Luca De Meo, ha stimato che le regole CO2 del 2025 potrebbero costare ai costruttori europei 15 miliardi di euro in sanzioni senza tali accordi.
Cosa guadagna Tesla
I ricavi di Tesla dai crediti di carbonio sono cresciuti significativamente. Nel Q3 2024, l’azienda ha registrato 739 milioni di dollari dalla vendita di crediti regolamentari — un aumento del 33% su base annua.
Impatto per i guidatori europei
Per i proprietari europei di Tesla, il sistema di pooling è un vantaggio indiretto: incentiva i costruttori tradizionali ad accelerare i programmi di auto elettriche.
Aggiornamento (marzo 2026): Toyota e Stellantis hanno annunciato il ritiro dal pool Tesla per il 2026.